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poniedziałek, 19 listopada 2018

Znaleziono zag.okręt podwodny argentyński

https://www.tvp.info/40021675/zaginiony-okret-podwodny-odnaleziony-po-roku-pokazano-zdjecie-wraku

niedziela, 18 listopada 2018

Pożar w Karkonoszach

http://www.polsatnews.pl/wiadomosc/2018-11-17/pozar/?ref=kafle

sobota, 10 listopada 2018

Uroczystość Wszystkich Świętych

Uroczystość Wszystkich Świętych: Dzień 1 listopada przypomina prawdę o powszechnym powołaniu do świętości. Każdy z wierzących, niezależnie od konkretnej drogi życia: małżeństwa, kapłaństwa czy życia konsekrowanego, jest powołany do świętości. Tej pełni człowieczeństwa nie można osiągnąć własnymi siłami. Konieczna jest pomoc łaski Bożej, czyli dar Boga. Ponieważ Stwórca powołuje do świętości wszystkich, także każdemu człowiekowi pomaga swą łaską. Teologia wskazuje, iż każdy otrzymał dar zbawienia, bo Jezus Chrystus złożył ofiarę za wszystkich ludzi. Od każdego z nas jednak zależy, w jakim stopniu przyjmie od Boga dar świętości.

wtorek, 6 listopada 2018

Il giorno della scomparsa

Il giorno della scomparsa

Emanuela Orlandi, che oggi avrebbe cinquant'anni, scompare verso le 19 del 22 giugno 1983, dopo essere uscita da una scuola di musica. La ragazza è la figlia quindicenne di un messo della prefettura della Casa pontificia ed è cittadina del Vaticano. A maggio era già scomparsa un'altra ragazza romana, Mirella Gregori, coetanea di Emanuela, e i due casi vengono quasi subito collegati. Come di "una stessa cosa" ne parla Ali Agca, l'attentatore di Papa Giovanni Paolo II, ma non sono mai emersi elementi concreti che avvalorassero questa pista. Mirella Gregori, figlia dei titolari di un bar di via Volturno, a Roma, studentessa, non conosceva Emanuela Orlandi, né le due ragazze avevano frequentazioni in comune.
La scomparsa di Emanuela Orlandi si trasforma presto in un giallo internazionale: si parla di un presunto rapimento, che si intreccerebbe anche con l'attentato di Agca contro Wojtyla. Il Papa interviene con diversi appelli. La presenza della ragazza, negli anni, è poi segnalata in diverse località ma le rivelazioni non risultano mai attendibili.
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Le inchieste

Senza elementi, la prima inchiesta viene chiusa nel luglio 1997. Poi la banda della Magliana, che spesso era stata tirata in ballo nella vicenda, rientra in primo piano a giugno 2008 con le dichiarazioni di Sabrina Minardi, compagna di Enrico De Pedis, uno dei capi della banda. Emanuela Orlandi sarebbe stata uccisa dopo essere stata tenuta prigioniera nei sotterranei di un palazzo vicino all'Ospedale San Camillo. Ma neanche su questa pista emergono prove concrete. Nulla di fatto neanche dopo le analisi svolte sulle ossa rinvenute nella cripta di Sant'Apollinare, a Roma, nella quale era stato seppellito De Pedis. Nel 2016 l'archiviazione dell'inchiesta da parte della Procura di Roma, confermata dalla Cassazione. Ma la famiglia va avanti, non si arrende, e si rivolge alla magistratura vaticana.

L’indagine in corso

La famiglia Orlandi aveva presentato la domanda per la prima volta un anno fa, lo scorso novembre. Il fascicolo è stato aperto "ma da allora non è stato fatto niente, non è stato interrogato nessuno", ha denunciato più volte Laura Sgrò, l’avvocato di Pietro Orlandi. Il legale ha chiesto, invano, che venisse sentito il boss mafioso Pippo Calò, oggi 87enne, attualmente detenuto al 41 bis nel carcere di Opera. All'epoca dei fatti, nel 1983, era a Roma, era un personaggio a conoscenza "di quello che succedeva", collegato alla banda della Magliana, ritenuta invischiata nella scomparsa della ragazza. Fino all’ultima – presunta - svolta, il 30 ottobre, quando alcuni resti vengono ritrovati in un palazzo del Vaticano a Roma e si aprono due indagini, una del Vaticano e una della procura di Roma, per risalire all’identità celata dietro alle ossa.

Manuela Orlandikośći

https://tg24.sky.it/cronaca/2018/10/30/caso-orlandi-vaticano-indaga-ritrovamento-ossa.html

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poniedziałek, 5 listopada 2018

Nie pozwólmy deprawować dzieci

Nie pozwólmy deprawować dzieci: Przykład irlandzki pokazał, czym się kończy bierność w sytuacji potężnego zagrożenia ideologicznego – mówi prof. dr hab. Mieczysław Ryba





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https://naszdziennik.pl/polska-kraj/202555,nie-pozwolmy-deprawowac-dzieci.html